scavelloLettera aperta ai destinatari degli auguri natalizi 2017

Cari destinatari,con grande piacere vi faccio i miei migliori, calorosi e sinceri auguri per unFelice e Buon Natale nella pace, nella serenità e nella buona salute.In veste diautore, mi sento libero di scrivere pensieri natalizi e spero che voi, in veste di lettori,abbiate il tempo e la voglia di leggerli.Chi non trova il Natale nel suo cuore, nonpotrà trovarlo sotto l’albero.Si dice che per fare l’albero di Natale servono trecose: l’albero, gli addobbi e la fede nel futuro; poi, metteteci sotto i regali e i buonipropositi. Cade a fagiolo il capitolo“Babbo Natale”tratto dal mio quinto libro,pubblicatoda poco,“Storie Storiucce Storielle”,solo per alcune parti del testo.Tralascio a malincuore quella centrale che ne è il cuore; è la  storiuccia maestracon una morale finale di Gigetto, un bambino molto povero, che scrive duelettere corpose a Babbo Natale.La prima missiva è una richiesta di aiuto materiale sotto forma di regalo monetario; la seconda è di ringraziamento a Babbo Natale peressere stato esaudito e, nel contempo, di protesta contenuta verso gli impiegati che…Non riporto la storiella completa per restare nei canoni della solita paginetta affinché io non sembri abbastanza prolisso.Non vorrei annoiare, oltretutto, i lettoridel mio libro che già la conoscono.Ecco alcuni spezzoni a grandi lineedell’introduzione del capitolo:<<Babbo Natale è un concetto astratto o è solo un’espressione letterale?È una figura fantastica e carismatica che convive in ognuno di noi. Quando facciamo del bene esce allo scoperto l’omino vestito di rosso che esiste nelle nostre coscienze. Non esistono momenti particolari dell’anno per essere buoni; i ministri di culto impartiscono moniti ai fedeli cheNatale è ogni giorno dell’anno.  Nei periodi di crisi economiche si accentuano le differenze di classe; in generale, alcune categorie di ricchi diventano più ricche; mentre quelle deipoveri diventano più povere. Aumenta il divario tra di loro e si crea un solco che fa la differenza tra i ceti sociali. È proprio adesso, in queste situazioni critiche, che c’èbisogno di più solidarietà e umanità; vengono a galla i valori perduti o dimenticati e si scopre la fragilità umana; è facile passare da una condizione privilegiata al disaggio sociale. Si capisce, in questi frangenti, quanto vale l’amicizia vera che offre sempre una valida sponda.Le famiglie cominciano a soffrire per non poter permettersi lostesso tenore di vita di prima; le tante cicale si trasformano, per forza maggiore, informiche; poi,quando si tocca il fondo, diventa difficile risalire in superficie, senon c’è una buona spinta.Basterebbe pensare ai tempi, non molto lontani, quando i rapporti col vicinato erano migliori della parentela; stringere o allungare una mano era un gesto nobile e spontaneo e quasi sempre la reciprocità era alla base dei buoni rapporti interpersonali. Lo slogan

“una mano lava l’altra”era la normalità in caso di bisogno; le porte erano aperte per togliere l’imbarazzo del bussare; prima che venisse chiesto l’aiuto, l’amico aveva già inquadrato con i propri occhi la situazione e provvedeva liberamente. Oggigiorno si direbbe che i tempi non siano cambiati affatto. In teoria, basterebbe il pensiero; però c’è chi guarda alla quantità del dono ricevuto>>.Il racconto continua ……..Buon Natale e Buona Vita dallo scrittoreCarmine Scavello

​Natale e i regali“Senza i regali, Natale non sarebbe Natale!”E’una frase retorica, ma è pur sempre attuale.Quel che conta non è il regalo, ma il pensiero;basta convincersene e crederci per davvero.Il saggio consiglia che un bel regalo è la presenza;è astratta, ma in concreto fa un’enorme differenza.Esserci è il regalo più grande donato a una persona;dare il proprio tempo è una cosa lieta e molto buona.Regali un pezzo della tua vita che non ha prezzo;il tempo non torna indietro, né con alcun mezzo.Se è dato col cuore gratifica lo spirito del ricevente;sarai ricambiato col suo amore ricettivo e riconoscente.Come è strana la vita: uno meno possiede più dà!Lo conferma la logica dell’amore e della bontà.Nessun regalo è troppo piccolo per essere donato;se è vero non è insignificante per essere accettato.La persona generosa dà più di quello che può;non dirà giammai: qualcosa in cambio aspetterò!L’amore è e sarà sempre il più grande regalo;anche l’amicizia non dovrebbe subire alcun calo.Tutte le volte che noi amiamo e doniamo è Natale:è un bellissimo pensiero delicato ed eccezionale.Perdonare le offese ricevute sarebbe un gran dono;il saggio direbbe che è un nobile gesto il perdono.A Natale era più che normale fare i regali ai vicini;tutti in paese si sentivano amici e legati come cugini.Ci si sentiva forti in un abbraccio fraterno e umano;ognuno poteva vedere ed era pronto a dare una mano.Chi dà con la sola intenzione di riavere, non dà niente;non è vera carità quella fatta per un ritorno conveniente.La magnanimità si basa su quanto si dàa un poveraccio,da cui non si può avere nulla in cambio che uno straccio.

L’autore Carmine Scavello (carminescavello@yahoo.it– 3492980359)