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Buon Anno da Carmine Scavello

Lettera di Buon Anno 2024

 Il 2023 stanco se ne va

e giammai più ritornerà.

Il 2024 invece più vivace

ci porterà felicità e pace.

 Quando arriviamo puntualmente al traguardo della festa di San Silvestro, ci guardiamo indietro – ma il gesto non vale per tutti – per vedere se abbiamo fatto, tutto bene o in parte, ciò che ci eravamo promessi di fare. Immancabilmente, scopriamo che tante promesse non sono state mantenute, magari non per colpa nostra. Viviamo a stretto contatto con gli altri e siamo soggetti a condizionamenti, che spesso ci complicano o rallentano la vita.

     Ci rendiamo conto che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e, per restare nel clima marittimo, facciamo promesse da marinai. Quanti bei propositi non sono stati mantenuti! Quel che ci consola è mal comune mezzo gaudio: gli altri con cui ci confrontiamo non sono migliori di noi. Abbiamo lo “stesso comune e inevitabile difetto” di promettere, in teoria sulla carta, quello che, poi, si dimostra di essere più difficile da mantenere nella pratica.

     Siamo distratti da altri interessi e da tanti pensieri e non sempre diamo priorità alle promesse espresse a cuor leggero. Forse sarebbe meglio promettere di meno o poco e agire di volta in volta sotto forma di sorprese: ciò farebbe stare meglio sia noi che il ricevente delle promesse. Senza mettere le mani nel portafoglio, il regalo più bello e apprezzato è donare il nostro tempo, che è una parte indissolubile di noi stessi. Dopo la salute viene il tempo, perché non è illimitato e, una volta speso, lo è per sempre.

     Quel Francesco, un mio noto personaggio letterario, disse a un ragazzo che si lamentava e faceva una tragedia per un piccolo affare non andato in porto:

se tu perdi un gruzzoletto di soldi, lo potrai recuperare, ma se perdi o sciupi un pezzo della tua vita svanisce per sempre. Come vedi, hai una ricchezza per le mani e non te ne rendi conto!

     E così arriva l’Anno Nuovo e come dice la filastrocca: ci porterà felicità e pace! E’ l’augurio più ricorrente che ci si scambia a ruota. Le buone intenzioni ci sono tutte, come c’erano pure negli altri anni precedenti. Si aspetta con ansia la mezzanotte per farci trovare svegli dal Nuovo Anno, che parte un secondo dopo lo scoccare delle ore ventiquattro del trentuno dicembre, e ricominciare così a vivere pimpanti con la speranza di un altro anno migliore dei precedenti.  

     Il brindisi è d’obbligo come nelle grandi occasioni: se non c’è il tintinnio dei bicchieri pieni di spumante a far compagnia alle fette di panettone o di pandoro non è Capodanno! In questa circostanza, qualcuno butta in strada dalle finestre piatti scheggiati e altri oggetti usati come per dire:

mi sto disfacendo delle cose vecchie. Voglio rompere definitivamente col passato, occupare simbolicamente il loro spazio con oggetti nuovi e andare incontro a un futuro migliore, come per simboleggiare di liberarmi di cose inutili e sostituirle con le nuove.  

     Un mio ex collega, bolognese di lavoro, mi raccontò che dalle sue parti si bruciava un fantoccio costruito con materiale infiammabile – detto Il vecchione – per tagliare i ponti col passato e celebrare contenti l’Anno Nuovo. La tradizione voleva che con quel simbolo il Capodanno festeggiato fosse certo di aver visto la fine dell’anno vecchio, come fecero i suoi predecessori.

     E’ così che gira il mondo! Tutto ha un inizio e una fine: fa parte della fugacità del tempo. Ecco il consiglio di nonna Rosina – una vecchietta scaramantica del mio rione, considerata la nonna di tutti per la sua saggezza -: a Capodanno consigliava di mettere una foglia di alloro nel portafoglio o in una tasca dei vestiti perché allontanava le vibrazioni negative e le sostituiva con quelle positive. In fondo, tuttora quest’operazione costa poco tempo e denaro e per chi ci crede è un rito scaramantico. Vanno bene anche lenticchie, melagrana … e uva, lasciando libera scelta per altri prodotti o articoli.

    L’uso dei botti – oggi proibito in molte città – rappresenta per gli amanti di questa consuetudine l’allontanamento degli spiriti maligni: il rumore li spaventa e li spinge lontano.

    Comunque, ognuno faccia come meglio creda e usi tutti i metodi propiziatori che voglia per augurarsi un Buon Anno: è un modo come un altro per scacciare via la negatività e portare serenità e prosperità. Ah, ricordiamoci che quest’anno abbiamo un giorno in più da vivere!

 Buona vita e Buon Anno e che si realizzino i vostri desideri dal vostro amico autore Carmine Scavello