“Addio all’anno vecchio e benvenuto all’Anno Nuovo”

Il 2020 si confessa e dice: cosa c’entro io per tutte le negatività che mi hanno investito? Io avuto solo il compito di scorrere e di arrivare al 31 dicembre; poi, cederò il posto al 2021. Sono un’entità neutra; ho cercato di accontentare tutti, ma non di ubbidire a nessuno. Ho dovuto far nascere il sole al mattino e farlo tramontare la sera; quel che è successo, poi, non è dipeso da me; anche perché non ho nessun potere sul tempo di farlo correre o rallentare o fermarsi. È vero, ho avuto la fortuna di essere stato festeggiato il primo gennaio con fiumi di spumante, fuochi di artificio, baci, abbracci, lenticchie e cotechini e melograni; ho ascoltato tanti desideri e auguri di Buon Anno. E’ vero, ho fatto sognare più di qualcuno!

Mi ero promesso di essere un anno buono, se non il migliore e tanti hanno creduto in me. Sono incappato, mio malgrado, in un anno bisestile e tanti hanno esitato che non avrei portato fortuna. In molti, poi, mi hanno maledetto; mi sono tappate le orecchie per non sentire le maledizioni e ho fatto il finto tondo come le tre scimmiette, tirando a campare fino al 31 dicembre. Poi, vi saluterò con la coda tra le gambe e mi rifugerò nel passato; passerò alla storia come un anno da dimenticare.

Tra tanti delusi, ci sarà stato pure qualcuno che è stato contento di me e mi ricorderà positivamente per qualche favore che gli è arrivato! Già, nei primi mesi dell’anno molti pregavano che levassi le tende al più presto. Io mi dicevo: lo farò a testa alta perché non mi sento in colpa: faccio solo il mio dovere di far vivere alla gente 365 giorni della loro vita. Non porto rancore, anzi passerò il testimone al Nuovo Anno e gli augurerò che fosse molto più fortunato di me. Farò parlare per lungo tempo, ma credetemi: non mi sento in colpa; avrei voluto portarvi tanta gioia, ma, poi, il destino, la casualità o errori umani mi hanno fatto passare come un anno da cancellare. Non posso dirvi arrivederci perché non potrò mai più ritornare indietro, perciò vi dico addio, amici miei, ammesso che trovi tra di voi un amico che mi assolva.

A questo punto, il 2021 sta bussando alla porta. Nel mondo lo stanno aspettando con gioia perché porti più fortuna di me: io glielo auguro di cuore perché la gente ha diritto di stare bene e di voltare pagina. Mi auguro che il vaccino faccia il suo effetto sperato e che la pandemia resti solamente un cattivo ricordo. Ci saranno molti miliardi da spendere e c’è l’ombra che facciano gola a tanti furfanti che hanno a cuore il loro tornaconto e non il benessere collettivo. La storia insegna!

Caro 2021, ti lascio il testimone, con la mia benedizione, di essere un anno migliore di me. La gente ha diritto alla salute, alla felicità e al benessere economico; io auguro a tutti di ritornare almeno alla normalità, meglio di superarla e tu di essere un anno da incorniciare. Ti stanno aspettando con tanta trepidazione, ma anche con tanta fiducia e speranza ed è giusto che sia così; sì proprio con quella speranza che è stata disattesa e non per mancanza mia. Avanti Anno Nuovo! Ti auguro che tu possa essere l’anno della rinascita e della ripartita!

Buona vita e tanta serenità e fortuna dallo scrittore Carmine Scavello

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Festa dell’Epifania e come si dice: Buona Pasqua!

Carissimi, e …

Godiamoci questa vigilia e una bella festa di Epifania!  Ci sono tante storielle sulla Festività. Quando ero bambino i genitori della mia generazione facevano credere che di notte i muri diventavano di marzapane e i mobili di cioccolato e che gli animali parlassero tra di loro e commentassero il comportamento dei loro padroni. Però, bisognava solamente sognarli; in caso di risveglio l’incantesimo sarebbe cessato. Perciò, si andava a letto col pensiero fisso e in molti casi la magia aveva effetto. Beata innocenza! Desiderare tanto un dolcetto stuzzicava la fantasia. Ci stava pure in quanto c’era molto dialogo senza televisione o altri mezzi di comunicazione. Raccontare le storielle con una morale finale era la normalità per mandare dei messaggi positivi che restassero per tutta la vita; venivano tirate in ballo al momento opportuno per essere più incisive dal punto di vista educativo.

E, poi, c’era l’attesa della Befana che veniva di notte ed era dipinta con le scarpe tutte rotte e il vestito stropicciato; lasciava ai piedi del letto la calza con dentro qualche mandarino, le arachidi tostate, le castagne cotte al forno e, quando andava bene, qualche caramella. Qualche genitore birichino, in un primo momento, non faceva trovare la calza ai piedi del letto, asserendo che il bambino si era comportato male e che la Befana l’aveva saltato: La mancanza della calza equivaleva al carbone!

La sceneggiata e la delusione, però, duravano poco in quanto il genitore, dietro promessa di un buon comportamento, dava loro la calza al posto della Befana.

Nel giorno dell’Epifania, la gente si salutava augurandosi la Buona Pasqua, essendo una delle quattro feste più importanti dell’anno insieme al Natale, alla Pasqua e alla Pentecoste: tutte e quattro avevano la stessa importanza e come tali venivano rispettate e festeggiate. Durante la messa, il prete annunciava il giorno del calendario dedicato alla Pasqua. Si ricorda in tale giorno l’incontro di Gesù con i Re Magi che portano il dono della saggezza, della sapienza e del potere dell’anima. In tante città vengono organizzate processioni in costume d’epoca per simboleggiare la venuta dei Re Magi. Il 6 gennaio a Milano, il corteo parte da piazza Duomo e termina alla basilica paleocristiana di Sant’Eustorgio, sede di un sarcofago di pietra contenente le reliquie dei Re Magi.

Di contro, l’Epifania porta un po’ di tristezza; è noto il dettoL’Epifania, tutte le feste porta via! Infatti, il giorno seguente si smonta l’albero di Natale e il presepe e si tolgono tutti i simboli che durante le festività hanno abbellito le nostre case e l’aspetto delle città.

Si ritorna alla vita di tutti giorni con qualche chilo in più e un arrivederci all’anno nuovo.

Buona vita dallo scrittore Carmine Scavello