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Associazione Lavoratori Seniores d'Azienda

Carmine Scavello: “Occhio per occhio rende il Mondo cieco” ( Gandhi)

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Carissimi/e,

se tutte le parole, che si scrivono e che sono state scritte e pronunciate a favore della pace e della concordia tra i popoli fossero lette e ascoltate dai belligeranti sul campo, questi ultimi si farebbero un esame di coscienza e capirebbero che le guerre non sono eterne. Comprenderebbero che i morti e le rovine resterebbero a testimonianza della loro scelleratezza e cocciutaggine. Alla fine, si ristabilirà l’equilibrio rotto, ma tanti si leccherebbero le ferite. Poi, ci vorranno anni e anni per dimenticare le offese e ritornare amici come un tempo, ammesso che si metta una pietra sopra e si sotterri l’ascia di guerra per sempre.

E’ chiaro a tutti che ci sono aggressori e aggrediti, però, se viene messo di mezzo l’orgoglio, ogni tentativo di pace finisce prima di cominciare gli incontri pacificatori. I mediatori avrebbero pane per i loro denti se le loro parole spese a favore della riappacificazione rimbalzassero indietro come una palla di gomma lanciata contro un muro di cemento. Solo la saggezza può far cambiare idea, la testardaggine – intesa come negazione – mai.

Se i belligeranti facessero finta che non sia successo nulla, la loro tesi non starebbe in piedi: ormai l’odio è entrato nei cuori di chi ha perso qualcuno in guerra. A quest’ultimo è crollato il mondo addosso: una morte innocente piange sempre vendetta e l’odio coverà sotto la cenere. Dire all’oppresso porgi l’altra guancia, non se parlerebbe nemmeno; semmai ti risponderebbe occhio per occhio e dente per dente. E’ così che cominciano le faide tra i popoli e ci saranno sempre più orbi e sdentati.

Fin quando il torto e la ragione si fronteggiano, nessuno fa un passo indietro. Chi dei due capi andrebbe dal suo popolo e direbbe: mettiamoci una pietra sopra! Le rovine e i massacri non si possono cancellare con una spugna. L’offeso vuole giustizia; l’offensore dice che è stato indotto a dichiarare la guerra per riavere quello che prima era suo. Abramo Lincoln affermava: “Ogni volta che c’è un conflitto tra diritti umani e di proprietà, i diritti umani devono prevalere”.

Come uomo di strada dico la mia: contendenti fermatevi subito prima che le condizioni precipitino e cadiamo in un vortice senza ritorno! Continuare a combattere una guerra insensata vuol dire aumentare l’agonia di un popolo e nel contempo far pagare le conseguenze della guerra anche a coloro che le subiscono indirettamente, diventando sempre più poveri con le sanzioni, le restrizioni, gli aumenti dei prezzi delle materie prime e la chiusura delle aziende.

Comunque, è giusto non girare la testa dall’altra e non dire che non è un problema nostro. Se un pazzo premesse il bottone sbagliato, tutta l’umanità sarebbe in serio pericolo. Viviamo su una polveriera atomica e ciò dovrebbe far ragionare i belligeranti a cercare un punto d’incontro, prima che sia troppo tardi. Al momento, abbiamo solamente questo unico pianeta su cui vivere: perché si dovrebbe distruggere solo per il volere di pochi, assetati di potere?

Buona vita