A nome del consiglio, un grazie a tutti i partecipanti e agli organizzatori del ben riuscito convegno di Sabato 28 Settembre 2019 a Brescia , l’occasione per incontrare amici e colleghi e per  festeggiare i 50 anni dell’associazione.

 

Ci scrive, piu’ che prontamente, il nostro socio/scrittore Carmine Scavello :

Convegno ALA a Brescia e Sirmione del 28 settembre 2019

Inizio la stesura della lettera facendo gli speciali e doverosi auguri di lunga vita alla nostra associazione ALA che compie felicemente 50 anni: è un patrimonio culturale ed affettivo di tutti i soci e di coloro che ne seguono solamente le iniziative per spirito sentimentale o per semplice curiosità di visitare il sito. Quest’anno sono stati proposti due luoghi ameni del nostro patrimonio storico, artistico e culturale; anche se in passato sono stati visitati individualmente, rivederli in questo contesto amichevole rende la visita più interessante, piacevole, emozionante ed indimenticabile per il clima festoso che ci infonde l’ALA. I percorsi guidati scelti sono quelli classici che ci propongono le agenzie e le guide turistiche e sono facilmente reperibili.

Trascorrere un’intera giornata insieme consente di far rivivere momenti belli e particolari che il tempo ha in parte offuscato per qualcuno; ma, basta poco per attizzare il fuoco della memoria che non si è mai spento e che cova sotto la cenere. E’ il primo convegno dall’abbattimento totale del complesso industriale che ci ha visto crescere e maturare in un ambiente di lavoro a misura d’uomo. Tanti di noi vi hanno iniziato e terminato l’attività lavorativa: all’epoca il futuro non ci faceva paura; l’azienda era solida e i nostri apparati di ottima qualità non temevano concorrenza e confronti; tuttora molti di essi sono funzionanti in altre parti del mondo. Mamma GTE – come era comunemente chiamata la nostra fabbrica – ci ha dato da vivere e la sicurezza di costruire una famiglia. Quest’opportunità ci dà la gioia di ritrovarci ancora insieme e di rivivere un passato che ha lasciato dei segni indelebili nella nostra memoria! Se rispondiamo all’appello in tanti – (184 partecipanti) – vuol dire che non si è ancora spezzato quel cordone ombelicale che ci unisce per il resto dei nostri giorni. La gita di Brescia e di Sirmione aggiunge ancora un tassello al lungo elenco di incontri amichevoli e culturali che ci ha riservato l’associazione ALA, di cui siamo fieri dell’appartenenza e della fedeltà. Come nella parabola del Vangelo dei vignaioli, non conta la durata degli anni vissuti insieme quanto l’intensità del rapporto umano che ci ha uniti per sempre. In questi momenti felici, non possiamo dimenticare i nostri colleghi che sono passati a miglior vita: una calda preghiera è il minimo che possiamo fare per ringraziarli della loro amicizia e condivisione. Facciamo finta che quel posto a tavola sia ancora da loro occupato simbolicamente. Un sentito grazie di cuore va all’intero consiglio dell’Associazione per l’ottimo lavoro organizzativo che non fa una pecca. Ho conosciuto dei colleghi di lavoro bresciani che mi hanno erudito su alcune curiosità del patrimonio culturale di Brescia. Ne cito alcune. Quando due amici bresciani si incontrano si danno tre baci, non uno e né due; lo fanno in contrapposizione ai tre baci di Giuda, citati nel Vangelo; non sono traditori, ma amici veri. “Ch’él chì chel lé” è un’espressione verbale bresciana che si usa quando non si conosce qualcuno; con Verona e Bergamo, Brescia è la città i cui bambini scrivono la letterina a Santa Lucia perché porti i doni sul suo asinello; per ricompensa, alla Befana essi lasciano qualcosa da mangiare a Santa Lucia e all’asinello per ristorarsi dopo il lungo viaggio. Aggiunsero pure: Se vuoi dimostrare a una ragazza bresciana di essere un vero uomo, devi bere la bevanda locale detta il “pirlo”, composto da Campari, vino bianco e soda versati in un capiente bicchiere di vino rosso. Non pronunciare mai a Brescia la parola vietata Bergamo, perché tale città non esiste nel vocabolario bresciano; ricorda una vecchia rivalità campanilistica. Le parole più comunemente usate nel linguaggio comune sono: Pota (all’inizio di una frase), Fes (al posto di molto), Baita (la propria casa), vecio e gnaro (vecchio nei saluti cordiali e affettuosi tra amici). Arrivederci alla Leonessa d’Italia e alla Perla del Garda. Buona, lunga e serena vita dallo scrittore Carmine Scavello (contatti carminescavello@ yahoo.it; telefono 349 2980359; facebook)