E mancato in questi giorni il nostro ex collega ing. Giuseppe Amadei, 82 anni.
Dirigente, ha operato per quasi 40 anni  nella produzione di  Cassina de Pecchi .
I funerali a Cassano , sabato 3 agosto  2019, alle ore 10, partendo dall’ abitazione di via Balbo 7 per la chiesa parrocchiale dell’Annunciazione.
Le nostre piu’ sentite condoglianze alla famiglia.

Lettera di Carmine Scavello a ricordo dell’ing. Giuseppe Amadei:

Anche i migliori se ne vanno e lasciano un ricordo indelebile del loro passaggio terreno. Giuseppe, conosciuto affettuosamente e amichevolmente col nomignolo simpatico e curioso di J.R., era un dirigente tutto di un pezzo. Dietro la maschera di uomo duro e decisionista si nascondeva, però, un animo buono e nobile; era abile nel dosaggio dell’uso moderato del bastone e della carota. La sua mansione di responsabile della produzione lo poneva ad essere intransigente sugli obiettivi da raggiungere; ci riusciva con la disciplina e nel contempo con l’esempio dell’uomo del fare e del pensare. Fra i tanti pregi aveva un piccolo difetto: l’ultima parola doveva essere la sua! Pensandoci bene non aveva tutti torti in quanto le sue decisioni erano sensate e finalizzate al bene dell’azienda. Ricordo un aneddoto. Durante una riunione di avanzamento lavori, lui doveva esserci, invece era assente senza preavviso. L’incontro finì in breve tempo – senza i suoi interventi frenanti – e con decisioni soddisfacenti. Al momento del commiato, arrivò lui e disse: “Eccomi qui; riprendiamo il discorso”; voleva far valere il suo potere decisionale in quanto asseriva di non aver sentito battere i pugni sul tavolo.

L’ing. C.G., un dirigente come lui, gli rispose: “Giuseppe, vai a ranare! Detto in modo scherzoso e bonario. Amadei era comunque un tipo sempre allegro e non passava inosservato: la sua voce squillante si sentiva anche da lontano che stava passando da quelle parti; salutava tutti e rispondeva ad ogni saluto; era amato da chi lo conosceva come uno che non si tirava mai indietro. Una cosa è certa: se dava una parola la manteneva in quanto era una persona corretta ed esigeva correttezza. Ha reso un luogo ameno il Lazzaretto (circuiti stampati) – dal nome lugubre e isolato – in un angolo delizioso piantumato a giardino con fiori e piante ornamentali; erano famose le sue giuggiole chiamate “perle di J.R.”. Per un periodo ebbe l’ufficio nel Building piano terra – a fianco della Camera Bianca – con le pareti basse e sottili; si udiva di tanto in tanto la sua voce possente e incazzata contro qualcuno. Il suo rimprovero di uomo deciso e amante della natura voleva raddrizzare e non estirpare “le piante storte”; perdonava coloro che dimostravano ravvedimento e collaborazione; ammetteva che in fondo errare è umano. Viene ricordato come un bravo uomo che ha fatto il proprio dovere e l’interesse dell’azienda che gli dava da vivere! Una preghiera per ricordare il bene che ha compiuto è un dovere amichevole più che doveroso e morale.

Carmine Scavello