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Associazione Lavoratori Seniores d'Azienda

Gita di Bobbio e per Natale


18 Dicembre 2021 : Natale 2021

<< Aspettando il Santo Natale >> << Natale in allegria >>.
Introduco l’argomento festaiolo con una frase che condivido: Se volessimo rallegrarci una strada la troveremmo; se, invece, volessimo rattristarci mille scuse troveremmo in quanto siamo incontentabili e ce la prendiamo per un nonnulla. Non c’è spazio per la tristezza a Natale; questo giorno è dedicato alla nuova vita che nasce simbolicamente; ecco perché si chiama anche festa della Natività. Natale capita una volta all’anno, ma sarebbe bello se lo sentissimo tutti i giorni e rispettassimo il suo messaggio di amore e di bontà.

Se imparassimo a sorridere in automatico e senza sforzare la mente – come ci suggerisce il Santo Natale – un sorriso allegro donato con gioia, e non di circostanza, servirebbe a mettere in contatto ognuno di noi con le altre persone riceventi, perché parlerebbe la stessa lingua universale; trasmetterebbe il nostro buonumore, la nostra affabile personalità e il nostro dolce carattere senza ricorrere per forza alle parole.

È difficile rimanere impassibili e non ridere guardando una persona che ci regala un sorriso. Davanti una buona, sincera e sanguigna risata è quasi impossibile restare seri; così, quel sorriso regalato contagia positivamente il nostro umore; migliora enormemente l’euforia e fa aumentare di colpo il buonumore e la fiducia negli altri. Rompe il ghiaccio e crea empatia.

Incontrare per strada alcune persone tristi e vedere visi cupi e pensierosi – specialmente a Natale – ci fa capire che viviamo in un periodo storico con poca speranza nel futuro; ci aggiungo, pure, che la tristezza toglie la voglia di lottare e induce a pensare in negativo. In queste condizioni ci vorrebbe una cascata di allegria al giorno per rasserenare gli animi e far vedere il sole oltre le nuvole; basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Perciò, chiediamo al Natale il miracolo di dipingere i pensieri negativi con i colori allegri dell’arcobaleno e con quelli figurati dell’ottimismo.

Ed ecco arrivare la festa giusta che apre il cuore all’allegria, in quanto questa attitudine ci insegna a stringere i denti nei momenti cruciali con la prospettiva di tempi migliori; rende la vita più sopportabile; fa vivere in pace col prossimo; fa gustare momenti di benessere fisico e mentale e gioire dei meriti legati all’attività professionale. Vengono in suo aiuto i detti popolari che enunciano: “Cuor contento Iddio l’aiuta; L’allegria scaccia il demonio perché ha paura della gente allegra”.

Se dovessi definire l’allegria, con poche parole, direi che è un impulso di gioia e di euforia insieme che si gusta attraverso il raggiungimento di un desiderio, della speranza di ottenere un bene o semplicemente di essere contenti di stare al mondo. Le persone di ogni tempo e di ogni luogo – allegre per natura o diventate tali come scelta di vita – dicono che se ridi il mondo riderà con te, ma se piangi piangerai da solo. Quindi, è meglio commiserare che essere commiserati!

Un giorno compare Gennaro alla vigilia di un Natale disse: Amici miei, se tutti gli uomini della Terra regalassero un sorriso almeno una volta al giorno, un contagio di allegria si espanderebbe a macchia d’olio sul nostro pianeta. Convincetevi che se risparmiate un sorriso ce ne sarà almeno uno che vi perderete per sempre: è il vostro che non sarà ricambiato! Aggiunse che una buona risata fa buon sangue e che un sorriso allunga la vita di un giorno.

È triste, però, vedere più maschere a Natale che a carnevale: si fanno auguri di circostanza e di facciata; per l’appunto, il saggio Ometto vestito di rosso e con la barba bianca insegna che donarsi agli altri, per elargire una parentesi di speranza e di voglia di vivere, dà la forza interiore di combattere le proprie battaglie con serenità, in quanto si ha la pace nel cuore. Non c’è un limite a donare, sapendo che si può dare di più, comunque e sempre.

Per fare un bell’albero di Natale occorrono pochi ingredienti: gli addobbi, un abete e la fede nel futuro. Quell’albero può essere anche simbolico e custodito nel proprio animo, purché gli si dia l’importanza che merita. È solo un simbolo materiale, però è legato al Natale per non far sentire le case spoglie e senza la calda atmosfera che produce la sua luce. Inoltre, ci comunica che se non sentiamo il Natale nel cuore non potremmo trovarlo sotto di lui nel cesto dei regali.

I benpensanti affermano che: Chi è arrabbiato con se stesso, con tutti e col mondo intero non sa essere allegro; la sua mente è piena di odio e ne trabocca da ogni poro. Quell’individuo è schiavo dei suoi stessi cattivi pensieri; vede intorno tutto nero e non crede nel messaggio del Natale; ha bisogno di un’iniezione di entusiasmo e di pensare che con la rabbia non si risolvono i problemi, ma solo con la mente lucida e la razionalità. Agli altri poco importa se egli è arrabbiato; tanto dicono: è un problema suo! Se invece, con animo sereno, cercasse un punto di incontro tante situazioni si potrebbero appianare e si ridurrebbero le distanze, a patto che si sotterrasse l’ascia di guerra.

L’allegria è l’ingrediente principale che compone la salute; infatti, si può affermare che chi vuol vivere e star bene, accetti il mondo così come viene. Cercare di cambiare gli altri è tanto difficile, però è più facile adattarsi agli altri e trovare un punto di equilibrio equidistante.

Per finire ricordo che il Santo Natale ci manda un messaggio prezioso: è meglio rallegrarsi per quello che si ha e che si è, piuttosto che rattristarsi per quello che non si ha e che non si è.

Buon Natale da vostro amico scrittore Carmine Scavello