Ci scrive il nostro socio scrittore Carmine Scavello.
Visita al Castello di Avio e alla città di Rovereto del 01 dicembre 2018

Con questa ultima visita del 2018 i nostri amici dell’ALA ci regalano un’altra perla culturale e ci fanno gli auguri anticipati del Santo Natale. Stavolta ci portano in Trentino a visitare i luoghi citati nel titolo della lettera. La scelta la giudico interessante dal punto di vista strategico ed istruttivo. Il Castello di Avio, secondo me, non è conosciuto dal grande pubblico ed è un vero peccato.

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Però, se il FAI l’ha inserito tra i suoi beni culturali, ha i suoi buoni motivi e concordo pienamente nella lodevole scelta. Le tre poderose cinte murarie e le cinque torri ne fanno una possente roccaforte. Consiglio di visitarlo in quanto differisce dagli altri manieri per l’architettura, la posizione strategica, il panorama, la storia e gli splendidi affreschi. A seguire, la tappa di Rovereto (Roboretum in latino) ha concluso la giornata. E’ chiamata “città della quercia” perché un tempo era circondata da un bosco di querce in cui pascolavano liberamente gli animali, si ricavava il legna da ardere e vi si coltivavano cereali. La guida Daniela T. ha illustrato come Rovereto racchiuda al suo interno contesti moderni e antichi che si fondono per darle la palma di città turistica. E’ suggestiva la visita alla campana dei caduti battezzata Maria Dolens situata sul colle di Miravalle; è la quarta campana al mondo per il peso tra quelle che suonano a distesa, ossia ruotando sul proprio asse orizzontale. Ogni sera cento rintocchi ricordano i caduti di tutte le guerre per invocare pace e fratellanza tra i popoli del mondo. Il suono riecheggia nella valle. Le nazioni coinvolte nella Prima Guerra Mondiale, hanno offerto dei cannoni che sono stati fusi per costruire la campana; oggi si contano 95 adesioni di nazioni. Quei rintocchi mandano un messaggio eloquente ed univoco: amarsi come fratelli! Col vostro permesso mi allaccio alla mia quarta opera letteraria “I battiti dell’amore”.

(*) L’umanità non deve mai stancarsi di tenere accesa la fiammella della speranza, affinché la bandiera dell’arcobaleno continui a sventolare negli animi di coloro che amano la pace e ripudiano la guerra. Ogni uomo di qualunque latitudine faccia conto di avere un vessillo della pace tutto suo issato simbolicamente nel proprio giardino o legato saldamente all’inferriata del suo balcone perché il vento amico lo sventoli e ricordi agli altri uomini che un mondo senza guerra è possibile se si mettono da parte l’egoismo, l’odio e la superbia di appartenere ad una razza superiore. Non c’è amore senza pace; non c’è pace senza amore! Quando viene a mancare l’amore, si insinua il tarlo dell’odio, che scava profondi solchi nelle coscienze. Il sentimento dell’odio annebbia le menti e fa vedere nero anche il bianco della neve o il velo della sposa. Ha per areola una corona di cattiveria; si alimenta di dubbi e di sospetti e vede solo quello che appaga la sua arroganza e la sua discordanza. Ha inoltre per cattivi consiglieri gli angeli del male e mette tante sentinelle intorno ai suoi steccati per non fare entrare il bene. Odio e amore non possono convivere: l’uno è antagonista inesorabilmente dell’altro. La pace capisce che in queste meste condizioni è indesiderata e va in vacanza. Trasloca sconsolata verso altri lidi dove possa trovare un terreno fertile per mettere robuste radici tra uomini di buona volontà, amici della concordia. Sa bene che essa non si può imporre nei cuori con la forza e con la violenza; appena un contendente si distrae un attimo, girando lo sguardo altrove, il nemico della pace lo pugnala alle spalle. La guerra, sempre in agguato dietro l’angolo, è la conseguenza diretta dell’allontanamento della pace; tutto gioca a sfavore dell’amore; fomenta gli animi per appropriarsi del rancore e per trovare le giustificazioni a uno scorretto comportamento verso i fratelli di turno, giudicati rei di aver violato le regole ….

Lo scrittore Carmine Scavello augura buona, lunga e serena Vita

(*) Breve frammento tratto dal capitolo “Amore per la pace” del mio quarto libro “I battiti dell’amore”